mercoledì 13 giugno 2007

The Blower's Daughter





Vorrei regalare a tutti questa piccola perla...

"The Blowers Daughter"

And so it is
Just like you said it would be
Life goes easy on me
Most of the time
And so it is
The shorter story
No love, no glory
No hero in her sky

I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes...

And so it is
Just like you said it should be
We'll both forget the breeze
Most of the time
And so it is
The colder water
The blower's daughter
The pupil in denial

I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes...

Did I say that I loathe you?
Did I say that I want to
Leave it all behind?

I can't take my mind off of you
I can't take my mind off you
I can't take my mind off of you
I can't take my mind off you
I can't take my mind off you
I can't take my mind...
My mind...my mind...
'Til I find somebody new


La prima volta che l'ho sentita e' stato nel film Il Caimano, di Nanni Moretti. Buffo no? Ma forse sembra buffo solo a chi il film non l'ha visto...non ha visto quella bellissima, struggente, tenerissima scena in cui gli ormai separati Silvio Orlando e Margherita Buy si accostano/seguono/sorpassano in auto senza mai potersi togliere gli occhi di dosso...quasi a sancire un legame che va oltre le liti, le incomprensioni, le cose terrene...che sancisce l'immortalita' di un legame che...ha "just" segnato...nel bene e nel male.

Quanti possono dire di aver avuto una esperienza simile? Ottimisticamente vorrei dire tutti...perche' credo ancora nell'uomo...nella sua coscienza...nella sua essenza...nonostante tutto. Attimi come questi dovrebbero riavvicinare con quello che Kant chiamava "Sublime". Vorrei regalarti questo, navigatore occasionale di questa sponda remota della rete...un piccolo attimo di sublime...

venerdì 25 maggio 2007

Verba volant, scripta manent


Eccomi qua a segnalare, doverosamente, il libro che Grillo promise avrebbe pubblicato, circa le storie dei nuovi schiavi della nostra epoca, in cui sono presente, neanche a dirlo, anche io:

http://www.beppegrillo.it/schiavimoderni/

Da questa pagina si può accedere anche alla versione gratuita, in .pdf, del libro, in pieno spirito open-source!
Qualche riflessione personale, ora... Legge Biagi, questo è il tema. Quanti di noi la conoscono a fondo? Quanti ne conoscono le prime idee, del Dott. Biagi, appunto, e saprebbero dire le differenze con quella che è diventata poi la legge effettiva? Siamo seri: davvero pochi! Ma tutti, dico tutti noi ne conosciamo l'applicazione, in termini concreti, perchè la viviamo ogni singolo giorno sulla nostra pelle.
Qualcuno obietta che se hai voglia di lavorare, legge o non legge trovi un buon posto e te lo sai mantenere. Conosco tante persone, davvero. Universitari, dottorandi, ricercatori, ma anche avvocati, commercialisti, architetti... C'è qualcosa che ci accomuna tutti: il senso di disfatta.
Alcuni di noi hanno rischiato, e deciso di crearsi una famiglia, nonostante tutto. Ma che ci brillino gli occhi di speranza guardando al futuro, no, questo non si può dire. E' una scommessa. Soltanto al tempo dei nostri genitori, tre decenni fa, le cose stavano diversamente. Casa? Arredo? Università dei figli? Automobile? Qualcuno pagava a rate, qualcuno accedeva ad uno o più mutui, e abbiamo studiato tutti, le case sono state acquistate, ed il tenore di vita non era nemmeno tanto male. E, spesso, a lavorare era solo il capofamiglia. Anche gli operai, che non avevano studiato, guardavano al futuro con ottimismo. Stringevano i denti, per il loro sogno.
Noi per cosa li stringiamo?
Per arrivare a fine mese senza chiedere, magari un'altra volta, il sostegno dei nostri genitori. E magari dopo anni di sacrifici, nostri e loro, per studiare, avere una formazione che, idealmente, doveva consentirci un futuro sereno. Si vive giorno per giorno, mese per mese... Siamo tutti imbecilli, sfaticati, impreparati, inadeguati?
Dall'alto del loro posto a tempo indeterminato, chi ci giudica tali dovrebbe fare una scommessa: se sono tanto bravo, dovrebbe dire, posso benissimo cambiare posto, rimettermi in gioco! E quanto ci metterebbe allora a capire di essere entrato in un vortice da cui è difficile uscire? Un precario non può accedere a mutui, la banca vuole garanzie, e un contratto di tre mesi, per dire, non è accettato come tale. Oggi lavori, domani vediamo. Come fare, dunque, progetti a lungo termine?
Sulle leggi si può discutere, e ne ho sentite, sulla Biagi, di tutti i colori. Credo che, nella sua prima versione, fosse anche buona, come lo era la bomba atomica. E' nella sua applicazione che è diventata uno spauracchio, per i giovani, ma anche per i meno giovani, che si trovano fuori mercato e non hanno la più pallida idea di come tirare a campare fino alla pensione.
Si filosofeggia, sullo stato dei giovani italiani, spesso accusati di non avere voglia, davvero, di lavorare. Come puoi avere voglia, se sei sottopagato, sfruttato, troppo istruito per il posto che occupi, senza alcun diritto, e conscio del fatto che se alzi lo sguardo, perderai quel misero introito mensile, chè qualcuno, dietro la porta, scalcia in attesa di una tua mossa falsa per insediarsi al tuo posto? Eppure devi dare il massimo, ed anche di più! Tante, migliaia, le storie inviate al nostro Beppe nazionale... Queste sono le parole che contano, non quelle dei nostri politici (loro si che non temono di fare errori, chi li licenzia?!) che si riempiono la bocca con vacuità che non sfamano le famiglie italiane. Le storie di noi che sulla nostra pelle stiamo provando cosa significhi essere lavoratori in un mondo che cambia in fretta in un paese che non ci tutela sono l'unico appiglio di verità in quel mare-magnum di opioni che vengono spilluccate nei dibattiti politici. E questo libro ha una valenza superiore, perchè resterà, nel tempo, a testimonianza della nostra epoca attuale, con una forza ed una veemenza che i resoconti storici difficilmente hanno. Perchè nessuno, in futuro, possa dire: ma non vi lamentate tanto, chè in fondo, non si stava tanto male! E' proprio per non dimenticare...
Ci vorrebbe una legge che estendesse le leggi del comune mercato anche alle camere, ma chi mai la voterà? S'è mai visto un ladro rubare a casa di un collega? E poi parliamo ancora della fuga dei cervelli? E' meglio che producano all'estero piuttosto che stare a marcire dietro una scrivania piena di scartoffie burocratiche che legano loro le mani, spesso a stipendi da fame, qui, dove tutto sembra essersi fermato dopo una bomba atomica. "Ricerca" è solo un'altra bella parola di cui i nostri dipendenti, come li chiama Grillo, si riempiono la bocca per giustificare flussi di denaro che non arrivano a chi ricerca la dovrebbe fare, ma, spesso, ai soliti noti (e mi riferisco al celeberrimo, scandaloso caso dell'IIT di Genova, in cui è coinvolto Tremonti). I fondi annuali per quella struttura (miseramente VUOTA) sarebbero pari a quanto stanziato per la ricerca in tutte le università italiane in tutti i settori. Fate vobis. Se vi interessa approfondire, ecco il link alla puntata di Report che ne parlò:

regalo_di_laurea

Ed ora, chiedo, o lettore che di qui distrattamente passi, perchè non si reagisce?
Perchè non facciamo qualcosa per questo stato di cose (e potrei, ancora, citare i soliti francesi ad esempio)? Indole italiana del "penso per me, qualcun'altro lo farà anche per me, aspettiamo e vediamo?", oppure si tratta di paura? Le idee nuove nascono dalle focine studentesche, più che mai ora dovrebbero essere pronti a farsi sentire, eppure nulla, tutto in sordina... Sui sindacati, stendo un velo pietoso (il loro ruolo ben si evidenzia nelle storie del libro!). Penso che anche lì, ci si sia inseriti a livello politico onde non far muovere una foglia, altrimenti davvero non capisco... Se penso all'Italia, ora, vedo un bosco in autunno, con le foglie secche e cadenti, dove un vento tiepido non emette alcun suono...

giovedì 24 maggio 2007

Viva l'Inghilterra

Segnalo questo fantastico articolo del The Guardian, autorevole giornale inglese, sulla finale di Champions League. Credo debba far riflettere sul come ci vedono all'estero e, soprattutto, su quale immagine diamo noi a chi ci guarda dall'estero.

L'articolo comincia con:

Ten months ago, when an appeal court reduced Milan's 2005/6 points penalty for their involvement in the Calciopoli scandal, sections of the Italian press corps declared themselves scandalized that the Rossoneri should be allowed into this year's Champions League. Oddly enough, nobody seems to be protesting on the Italian back pages this morning after Milan won the tournament for a seventh time with last night's 2-1 victory over Liverpool.


Ovvero: dieci mesi fa tutti gridavano allo scandalo per gli eventi di Calciopoli mentre ora sembra che nessuno se ne rammenti. E conclude con:

A summer of shame whitewashed into a victory for upstanding characters and "true" causes in just ten months. Only in Italia.

Solo in Italia...

Il problema e' che questo non accade solo nel calcio...gli italiani sono un popolo dalla memoria corta.
Un altro esempio? Ad intervalli di tempo regolari ci ritroviamo il capo dell'opposizione che dice "se vinciamo alle amministrative il governo se ne deve andare" ed il capo del governo in carica gli risponde "le amministrative non c'entrano nulla col governo in carica"...ma siamo tutti degli emereti deficienti o cosa? Le cose, a mio modesto parere, stanno cosi':
  • o siamo tutti degli imbecilli che ci beviamo tutto
  • o abbiamo tutti la memoria corta
  • o fa comodo a tutti non ricordarsi le cose
Credo che un bel mix delle tre sia la ricetta dell'Italian Style...viva l'Inghilterra!!

venerdì 18 maggio 2007

Pedofilia e Vaticano



Penso che valga la pena diffondere questo video il piu' possibile e chiedersi, nell'ottica dell'esse est percepi, come mai nessuno ne abbia mai parlato prima di questi giorni in cui se ne sono occupati quelli di bipensiero (che lo hanno sottotitolato in italiano, perche' si sa, noi italiani le lingue le usiamo solo per sparlare), beppegrillo, repubblica e ieri sera pure il comunista Santoro che ha rivelato la sua intenzione di acquistare i diritti del filmato per mandarlo in RAI...non credo che la sua volonta' avra' la meglio su tutti quei benpensantimastellianifamilydayani che sono nell'azienda televisiva di stato. Certo e' che come servizio pubblico (esattamente come la BBC) la RAI dovrebbe, a mio avviso, mandarlo in onda...esattamente come quelli di Report hanno trasmesso il documentario sul fallimento della Enron. Non capisco...quando la pedofilia riguarda delle maestre di Roma si sbatte in prima pagina il mostro senza troppi problemi...se invece trattasi di papa Razinger si mette tutto a tacere? Libera chiesa in libero stato!

domenica 13 maggio 2007

E' tempo di elezioni: C.P.P.T.





A quelli che non si sentono rappresentati, a quelli che pensano che ben altri erano i temi che avrebbero dovuto essere affrontati (perchè altri sono i problemi) e le modalità con cui farlo, a quelli che sentono un deficit di “passione” politica e di osmosi civica, a quelli che non si rassegnano e, soprattutto, a quelli che ancora ci credono...

martedì 24 aprile 2007

25 aprile


Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

A. Gramsci "La Città futura", pp. 1-1 Raccolto in SG, 78-80.

venerdì 6 aprile 2007

Cui prodest?



Dal Messaggero on-line del 6 aprile 2007:

"CIVITANOVA. Sacrificata a logiche elettorali la collina di Villa Eugenia.
Marco Scalabroni (Rifondazione Comunista) accusa Massimo Mobili, assessore all’urbanistica e candidato sindaco della Cdl, di «avere avallato una massiccia edificazione in zona di Villa Eugenia».
In consiglio comunale il Polo ha votato un accordo di programma pubblico-privato dando il via alla realizzazione di un villaggio turistico in quell’area, progetto presentato da due società, bocciato in sede di esame delle osservazioni al Prg di Bernardo Secchi, che lì prevedeva giardini e percorsi ciclo pedonali. Proposta riesumata «perché importante per lo sviluppo della città. Non stiamo costruendo palazzi, ma un parco urbano e un’arena all’aperto su cinque ettari, un investimento di 2,5 milioni di euro» ribatte Mobili. Ma per Scalabroni «altro che sviluppo! Si stravolge il Prg per fare, caso unico, un villaggio turistico in collina in un paese di mare».
Il progetto si estende su un’area di 10 mila mq per un edificato di 35 mila mc, sorgerà un albergo circondato da diversi residence. «Dov’è - chiede Scalabroni - l’interesse pubblico? Cecchetti e Ceccotti insegnano, il tornaconto è solo privato».
Di «grande valenza pubblica» parla invece Mobili e assicura: «gli impegni convenzionali prevedono che le opere pubbliche debbano essere realizzate entro tre anni dall’adozione definitiva della variante, altrimenti non rilasceremo i permessi a costruire il villaggio».
Nell’accordo non figurano però vincoli alla destinazione urbanistica, che impedirebbero speculazioni edilizie dei privati, percorsi già visti in città, dove diversi alberghi sono stati trasformati in appartamenti.

Di «scempio urbanistico» parla il centrosinistra che a Mobili rimprovera «di ipotecare il futuro della città per ragioni elettorali. Consegna una delle zone più belle, Villa Eugenia, alla speculazione privata» il tutto legittimato «dalla foglia di fico del pubblico interesse costituito da un teatro all’aperto». E attacca anche un’altra operazione votata dal Polo, un accordo di programma che farà sorgere «in via Aldo Moro, e in zona a rischio, 4 mila mq di commerciale giustificati dal progetto "Bicincittà". Alla vigilia del voto la Cdl scopre la bicicletta! Con tale perla il sindaco Marinelli chiude coerentemente così come aveva iniziato: nel 1995 l’inizio della vicenda Ceccotti, nel 2007 la privatizzazione di Villa Eugenia»"

giovedì 29 marzo 2007

Tutto intorno a te

purple fire

Migliaia di esperti sociologi e mass-mediologi si sono spesi, in questi ultimi tempi, per capire il fenomeno internet, spesso senza la minima cognizione di causa.
Internet e' una figata! Basti pensare a come ha modificato la comunicazione! Nel bene e nel male ovviamente. Una quantita' incommensurabile di informazioni a disposizione senza (quasi) mai alcun filtro...tutto accessibile a (quasi) tutti...tutti che parlano con tutti in (quasi) ogni parte del globo. Una rivoluzione di dimensioni globali che, secondo il mio modesto parere, non ha eguali nella storia dell'umanita' (ma sicuramente lo avra'...e' che sono ignorante!).

Mi fanno riflettere, pero', alcune questioni che elenco in modo del tutto casuale e velleitario, cosi'...perche' mi gira di farlo cosi'...
  1. attendibilita'
  2. diffusione
  3. coscienza
  4. dipendenza
Attendibilita': chi ci dice che quello che troviamo on-line corrisponda al vero (vero nel senso di attendibile o veritiero)? E' il problema principale del web collaborativo, o come va di moda adesso definirlo Web 2.0, pensiamo per esempio a Wikipedia: chiunque puo' dare il suo contributo per definire, per esempio, cosa sia il Web 2.0 o quali siano i procedimenti giudiziari a carico dell'ex premier. I fan del wiki dicono che sono gli utenti stessi ad operare un ferreo controllo sui contenuti in modo che il lavoro di tutti non venga screditato. Ma mi/vi chiedo...in questo modo non vengono soffocate le minoranze? E ancora: cosi' la "conoscenza" non e' in mano solo a chi ha la padronanza del mezzo internet?
Mi piace a tal proposito citare Nanni Moretti:

Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...
[da "Caro Diario"]

Diffusione: qual e' il grado di accessibilita' dei contenuti in rete? Accessibilita' nel senso di quale percentuale della popolazione terrestre ha accesso alla rete? Questa percentuale e' significativa rispetto al totale? E, soprattutto, quanti sono i soggetti "attivi", che contribuiscono attivamente cioe'? Faccio un esempio: mettiamo che vogliamo parlare del surmolotto, ed io sono il massimo esperto mondiale del surmolotto perche' lo studio da anni. Ma non ho un accesso ad internet perche' vivo in un comune di montagna in cui non prende nemmeno il cellulare. Tutto il mio sapere sul surmolotto me lo tengo per me e (legandomi al concetto espresso prima) tanti internauti daranno credito a chi del surmolotto non sa niente o molto meno di me...

Coscienza: perche' il post si chiama "tutto intorno a te" come un vecchio spot? Perche' e' proprio cosi' che vedo la rete...e' intorno a noi e vive di vita propria...non ha bisogno di noi a meno che noi non vogliamo contribuire. Coscienza di cosa pero'? Del suo potenziale? Si, ma non solo. Del suo ruolo? Si, ma non solo. Del suo NON essere la realta', del suo essere virtuale? Non e' la rete ad essere virtuale...ma lo e' l'iperspazio che su di essa si fonda e basa e ha le sue radici e trae la propria linfa. Ma non solo...pensate che Second Life sia virtuale? Pensate che quando chattate in una room non state parlando/interagendo con una persona? Forse sara' una persona che si nasconde dietro un IODigitale ma sempre persona e'...questo intendo per coscienza. Internet e' SOLO UN MEZZO! Per comunicare/ informare/ divertire/ amare/ conoscere/etc...
Come tale deve essere considerato quindi altrimenti...

Dipendenza: altrimenti si finisce per dipendere da esso e non viceversa come in realta' E'. Internet e' i suoi utenti e non il contrario...almeno non ancora. Forse in un qualche romazo di science fiction o in un qualche film tipo "Il Tagliaerbe"...ma non ancora. Internet come l'eroina o il gioco d'azzardo? Forse, ma anche piu' pericoloso e alienante per certi versi.

Concludendo...non c'e' una conclusione, solo tante idee/pensieri/considerazioni buttati giu' in fretta senza alcun particolare motivo...un po' come la rete?

mercoledì 28 marzo 2007

Polveri siamo e polveri torneremo

Ricevo e pubblico questo interessante spunto di riflessione.


La scelta delle parole è patognomonica del fenomeno che con esse si vuole descrivere.

Prendiamo, ad esempio, un articolo tratto dalla stampa locale on-line in materia di polveri sottili (le famigerate Pm10).

Le polveri sottili continuano a minacciare i civitanovesi. Anche nell'ultima settimana la concentrazione di Pm10 nell'aria ha continuato a superare più volte il limite giornaliero previsto per legge, pari a 50 microgrammi per metro cubo. E' quanto hanno rilevato le centraline della Provincia. C'è stata una solo una tregua, dovuta alla domenica a piedi e all'arrivo in città della Tirreno-Adriatico, che ha esteso le zone chiuse al traffico. Questi i dati (media giornaliera): lunedì 12 marzo, 53,7 microgrammi per metro cubo; martedì, 58,8; mercoledì, 61,7; giovedì, 77,2; venerdì, 70,9; sabato, 64; domenica, 41,4; lunedì 19, 45,1. I benefici effetti della Ztl in occasione della tappa ciclistica (e, forse, quelli della pioggia) si sono estesi anche al lunedì. Mai come in questo caso, la bici ha fatto bene... [fonte: www.corriereadriatico.it]

"Minaccia" è sinonimo di rischio/pericolo; "superamento dei limiti" esprime l'idea dell'oltrepassamento di una linea, di un confine posto a presidio di qualcosa; "tregua" è linguaggio bellico per eccellenza.

Siamo forse in guerra? E se lo siamo contro chi lo siamo? Qual'è la posta in gioco?

Le ipotesi sono due.

O l'articolo in questione ha utilizzato un linguaggio metaforicamente iperbolico e, quindi, le polveri sottili, quanto meno quelle di origine antropica, non rappresentano sotto alcun profilo una minaccia. In questo caso, non saremmo in guerra, non vi sarebbe alcuna posta da difendere e si dovrebbe, per converso, riconvertire le centraline della Provincia verso altri più proficui usi.

Oppure - come rilevato da diversi studi - le Pm10 costituiscono a tutti gli effetti un serio pericolo per la nostra salute, producendo effetti nocivi e, in alcuni casi, esiziali (per la lugubre lista rimandiamo ad uno dei tanti siti web).

In quest'ultimo caso, lo sforamento dei limiti sopra riportato dovrebbe un tantino preoccuparci e spingerci, magari dopo aver chiesto scusa ai "caduti", a porre seriamente fine ad una pluriennale inerzia.

In caso contrario, ci rimarrebbero solo alcuni rimedi artigianali come uscire di casa solo in concomitanza o subito dopo gli acquazzoni oppure candidarci per ospitare tappe ciclistiche per almeno 3 giorni a settimana.
Cosa preferite?

venerdì 23 marzo 2007

Appello


Ho ricevuto nei giorni scorsi un appello che vorrei girare a tutti quelli che approdano a queste pagine:

Vi giriamo l'appello di Antonella,che da tempo si batte per farsi riconoscere un diritto fondamentale sancito dalla costituzione italiana :

Art.3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti

alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione,
di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Vi chiediamo di intervenire affinchè la nostra presenza contribuisca a non farla sentire sola e a darle la forza di continuare a combattere la sua battaglia che in verità è battaglia di tutti nel momento in cui si tradisce un
principio della nostra costituzione

L'appuntamento è per domenica 25 marzo 2007
alle ore 12.00
in piazza Matteotti a Sant'Elpidio a Mare

Interverranno Paolo Bocedi, presidente nazionale di SOS ITALIA LIBERA,
Walter Piazza, vicepresidente e presidente dei City Angels.

Associazione Culturale "Città di Zenobia"


Ecco il link

Informazione Libera

Io guardo la TV. Quando capita, ovviamente. A volte magari la vado anche a cercare. A volte, invece, la uso come sottofondo. Me ne rammarico...vorrei non farlo...ma ci sono cresciuto. Faccio parte di quella generazione (odio la parola generazione!) di bambini che venivamo messi davanti la tv per fare i bravi. Ho assistito alla nascita della tv commerciale ed alla commercializzazione di quella pubblica. Ma, fortunatamente, ho imparato a non diventarne schiavo e a guardarla SEMPRE con occhio critico: "l'hanno detto in televisione" credo sia l'affermazione piu' pericolosa ma anche piu' emblematica di questi nostri tempi.

Fortunatamente pero', ogni tanto, ci sono delle piccole eccezioni (che confermano la regola?), delle perle o, per dirla in modo piu' radicale, delle persone che sanno fare (e fanno) il loro mestiere! Sto parlando di Report. Trasmissione di (contro-)informazione di RaiTre che ricomincia domenica sera! Riporto la sinossi della puntata:

TELECOM: Debiti e Spie (di Sigfrido Ranucci)
Pensionati e politici, giovani in cerca di lavoro e uomini della finanza italiana e straniera, calciatori ed extracomunitari, veline: tutti spiati. Migliaia di dossier, decine di società d’investigazione, milioni di euro su conti esteri bruciati per attività illegali.
E Telecom? E’ accusata di aver pagato le fatture agli spioni con i soldi delle bollette telefoniche degli spiati. Il settore security della Telecom era stato trasformato in una struttura d’intelligence all’ombra del suo capo Giuliano Tavaroli.
Complici gli amici d’infanzia Emanuele Cipriani, fiorentino, investigatore privato della Polis D’Istinto e Marco Mancini, il numero due del Sismi. Due ex brigadieri dei carabinieri dalla carriera velocissima arrivati ai vertici di Telecom e del Sismi. Con loro un ragioniere che si trasforma in un investigatore privato capace di archiviare in un cd notizie e informazioni riservate su 5.000 persone e 600 aziende.
La rete degli spioni era in grado di avere informazioni riservate da tutto il mondo, aveva rapporti con ex uomini della Cia e di altri servizi segreti, riusciva ad intrufolarsi nei conti correnti italiani e esteri, fino a raccogliere dossier sulle società con sede nei paradisi fiscali.
Perché tutti quei dossier? A chi servivano e come sono stati utilizzati? Le incursioni informatiche dentro le grandi aziende partono dagli uffici Telecom. Un momento difficile per la più grande azienda di telecomunicazioni italiana, sommersa anche dai debiti.

Buona visione!!!

martedì 20 marzo 2007

La Politica in comune



Dopo l'esternazione di qualcuno ho voglia di dire la mia sulla politica nei municipi...e' solo il mio modestissimo pensiero, ovviamente, ma penso che meriti lo stesso rispetto del qualcuno (attenzione: il link rimanda all pagina di Wikipedia in inglese...e' sorprendente come e quanto sia diversa da quella in italiano!) di cui sopra...almeno cosi' dovrebbe essere.

Parlavo qualche mese fa con un assessore della mia citta', un ragazzo della mia stessa eta', proprio di quanto ritenessi inutile, superfluo e, soprattutto, dannosissimo portare le questioni ideologiche e le lotte tra partiti anche a livello locale. Io penso che il verde pubblico, la costruzione di una nuova scuola, la viabilita' siano questioni che dovrebbero prescindere da destra e sinistra (ma parlare di destra e sinistra oggi ha veramente senso? Rimando ad un futuro post). Insomma, almeno a livello locale dovrebbe prevalere il bene della collettivita'(ma anche a livello globale,no?)...si possono trovare molti punti di contatto tra amministratori locali che prescindano dallo schieramento politico di appartenenza...

Dicevo a questo assessore/amico che parlare del conflitto israelo-palestinese a Civitanova e trovarsi arroccati su posizioni diametralmente opposte non dovrebbe avere nulla a che fare col rifacimento di una strada. Ed aggiungevo che questo era proprio cio' che qualcuno voleva, dalle alte sfere: dividere la popolazione in maniera cosi' netta da portarla allo scontro su qualsiasi tema e, quindi, ad una totale assenza di cooperazione e di dialogo tra la gente...il caos!

Mi chiedo, e chiedevo al mio assessore/amico, a chi giova?

Ho trovato piu' semplice rispondere alla domanda "chi danneggia?"...chiaro no? Sicuramente da questa contrapposizione ne esce sconfitta la collettivita' ovvero tutti noi.

Mi piacerebbe che nella prossima campagna elettorale si parli di verde pubblico, di cultura, di urbanistica ma non di comunisti o fascisti, di destra o sinistra...vorrebbe dire che abbiamo fatto un passo avanti verso la democrazia e la civilta'.

domenica 18 marzo 2007

Citanò

Civitanova Marche è la mia città. Non ho mai sentito uno straordinario senso di appartenenza alla "mia terra", specie da ragazzo...si sa, da ragazzi si vuol sempre scappare...da casa, dalla realtà, dagli stereotipi...ma col tempo ho imparato a sentirmi "parte" di questa realtà.
"Parte" nel senso proprio di "una certa quantità, una porzione di un tutto"...perchè citanò è cosi': talmente varia e variegata che non riesci a darle una connotazione precisa...ma forse fuori città pensano proprio il contrario: ecco lo scopo di questo Blog! Sfatare questo mito...dedicherò la mia avventura internettiana a questo nobile obiettivo!

"Civitanova Marche è una frequentata località balneare a 27 km da Macerata con una spiaggia di sabbia e ghiaia lunga 8 km. Le notevoli risorse possedute da questa cittadina hanno favorito il suo sviluppo urbanistico ed economico: sono fiorenti la piccola industria, in prevalenza calzaturiera, la pesca, il commercio ed il turismo. Civitanova Alta è il vecchio nucleo medievale della cittadina" dicono qui di noi.
Mi piacerebbe poter aggiungere di più...mi piacerebbe poter dire che Civitanova è piena di talenti, nelle discipline più disparate...mi piacerebbe poter dire che Civitanova è piena di opportunità, per i giovani in particolare...mi piacerebbe poter dire che Civitanova è ricca di spirito di iniziativa, di arte, cultura e fantasia...e vorrei usare questo spazio per farlo...sempre che...sempre che riesca a trovare i talenti, le opportunità, le iniziative, etc...esse est percepi?

Riconoscete lo scorcio rappresentato nella foto?



Stalagmite cresce...


Ho deciso di apreire il Blog...ho deciso di uscire dall'oscurantismo...ho invitato altri due autori che, spero come me, contribuiranno a dar forma e colore a questo spazio.
A questo punto bisogna decidere quale direzione dare? Penso proprio che, invece, lascerò/emo massima libertà e la via da seguire si traccerà da sola...come una stalagmite che cresce e prende forma nel tempo grazie a piccole gocce di acqua che cadono dal soffitto.

Cerchiamo di essere quelle gocce e speriamo che la forma che ne verrà fuori sia...bella!

venerdì 16 marzo 2007

L'oscurantismo

Cosa spinge una persona a scrivere di se su un Blog? Ce l'hanno cani e porci un Blog...forse e' proprio questo? Non vorrei analizzare il perche' io lo ho fatto...infondo in questo momento di oscurantismo servirebbe solo a me...e quindi a qualcosa servirebbe...ma io voglio cambiare il mondo ed un Blog e', FORSE, una piccola arma che ognuno di noi ha...no?

Quindi sparero' a zero sui politici di m?'*a che ci governano...sulle multinazionali che governano i nostri consumi, sulle religioni che governano i nostri pensieri...contro il Sistema! Minchia ma vermanente penso che ci sia un nemico oscuro che da dietro le quinte agisce, governa, spia, comanda? Un po' come in X-Files l'uomo che fuma...esiste un gigantesco complotto? Esistono poche persone che sono in grado di fare il bello ed il cattivo tempo?

Quesiti che mi pongo ogni mattina...e poi mi chiedo pure: in realta' sta proprio qui il trucco! Far scorgere un nemico all'orizzonte per SPIAZZARE e far concentrare gli sforzi contro qualcun altro...depistaggio?

Ma poi...uno si chiede pure...ma a me...ma cosa ca?*o me ne frega? "Me ne fotto"! E' questo l'atteggiamento giusto? In realta' penso che sia proprio questo il problema...



giovedì 15 marzo 2007

ESSE EST PERCEPI


esse est percepi (essere è essere percepito) sta a significare: l'esistere di una cosa consiste nel suo essere percepita oppure nel suo essere ciò che percepisce.
[fonte: http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=Berkeley.html]

Praticamente sto scrivendo per nessuno in questo momento visto che nessuno sa della mia esistenza. Poco male. Potrei permettermi di inveire contro chiunque e contro ogni cosa...ma quanto durera' questo stato di "isolamento"?
Basta una mail, un link, un po' di passaparola per rendere "vero" un qualcosa che, almeno per il momento, e' solo mia.
Io vorrei diffonderla...far partecipare altri...ma quanto lo vorrei? Menate varie sull'autoanalisi e sul fatto che il rapporto con i genitori da piccolo...questo non e' un film!

Stiamo a vedere quindi...io e me stesso...quanto durera' questo oscurantismo della rete nei nostri confronti!

Ho intenzione di parlare anche di cose serie in futuro e di aprire a quanti volessero collaborare...ma per ora ci sono solo io...anzi...non ci sono nemmeno io...

esse est percepi?

Cominciamo...

No banalita'...lo so...JAFB! (Just another Fu*%$ Blog)...speriamo di essere originali...altrimenti?
Non importa...a chi importa? No Way!

Parlero' di tutto e tutti...di me, di te...e di chi vi pare...cosi' e'...