La scelta delle parole è patognomonica del fenomeno che con esse si vuole descrivere.
Prendiamo, ad esempio, un articolo tratto dalla stampa locale on-line in materia di polveri sottili (le famigerate Pm10).
Le polveri sottili continuano a minacciare i civitanovesi. Anche nell'ultima settimana la concentrazione di Pm10 nell'aria ha continuato a superare più volte il limite giornaliero previsto per legge, pari a 50 microgrammi per metro cubo. E' quanto hanno rilevato le centraline della Provincia. C'è stata una solo una tregua, dovuta alla domenica a piedi e all'arrivo in città della Tirreno-Adriatico, che ha esteso le zone chiuse al traffico. Questi i dati (media giornaliera): lunedì 12 marzo, 53,7 microgrammi per metro cubo; martedì, 58,8; mercoledì, 61,7; giovedì, 77,2; venerdì, 70,9; sabato, 64; domenica, 41,4; lunedì 19, 45,1. I benefici effetti della Ztl in occasione della tappa ciclistica (e, forse, quelli della pioggia) si sono estesi anche al lunedì. Mai come in questo caso, la bici ha fatto bene... [fonte: www.corriereadriatico.it]
"Minaccia" è sinonimo di rischio/pericolo; "superamento dei limiti" esprime l'idea dell'oltrepassamento di una linea, di un confine posto a presidio di qualcosa; "tregua" è linguaggio bellico per eccellenza.
Siamo forse in guerra? E se lo siamo contro chi lo siamo? Qual'è la posta in gioco?
Le ipotesi sono due.
O l'articolo in questione ha utilizzato un linguaggio metaforicamente iperbolico e, quindi, le polveri sottili, quanto meno quelle di origine antropica, non rappresentano sotto alcun profilo una minaccia. In questo caso, non saremmo in guerra, non vi sarebbe alcuna posta da difendere e si dovrebbe, per converso, riconvertire le centraline della Provincia verso altri più proficui usi.
Oppure - come rilevato da diversi studi - le Pm10 costituiscono a tutti gli effetti un serio pericolo per la nostra salute, producendo effetti nocivi e, in alcuni casi, esiziali (per la lugubre lista rimandiamo ad uno dei tanti siti web).
In quest'ultimo caso, lo sforamento dei limiti sopra riportato dovrebbe un tantino preoccuparci e spingerci, magari dopo aver chiesto scusa ai "caduti", a porre seriamente fine ad una pluriennale inerzia.
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